La Sand Play Therapy

La Sand Play Therapy

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La Sand Play Therapy è un metodo terapeutico ideato da Dora Kalff, allieva di C.G.Jung. All’interno della cornice teorica e metodologica della psicologia analitica junghiana la Sand-Play o Gioco della Sabbia si pone come una forma di cura che, pur non escludendo l’uso della parola, consente alla coppia paziente-terapeuta di entrare in una relazione profonda a partire dalla condivisione di gesti ed immagini che prendono forma all’interno dei confini ben delimitati della sabbiera.

Entrando nella stanza del Gioco della Sabbia il paziente, sia esso bambino, adolescente o adulto, ha la possibilità di fare esperienza di sé attraverso l’uso creativo degli oggetti e della sabbia all’interno di una cassetta.Pietre, conchiglie, alberi, case, animali, personaggi fantastici e miniature di ogni tipo possono essere scelti ed utilizzati per dar vita ad un’ immagine tridimensionale che, così come nei sogni, consente la rappresentazione di pensieri, ricordi, emozioni, progetti. Il contatto con la sabbia, asciutta o bagnata, permette di attivare anche la memoria corporea. Diviene così possibile condividere, a volte in maniera silenziosa, aspetti e vissuti difficilmente accessibili sul piano della comunicazione verbale giacché “le mani svelano segreti attorno ai quali l’intelletto si affanna inutilmente” C.G.Jung.

La sabbiera offre a chi la scopre la possibilità di ri-trovarsi all’interno di uno spazio “libero e protetto”. Libero in quanto qualunque contenuto psichico, esperienza sensoriale o rappresentazione simbolica può trovarvi posto. Protetto poiché i confini costituiti dai bordi della sabbiera e dalla relazione terapeutica assicurano il contenimento necessario affinché ciò che ostacola il libero fluire dell’energia psichica ed il benessere della persona possa essere gradualmente trasformato. E’ un viaggio la cui meta è la possibilità di realizzare se stessi secondo il proprio progetto unico ed irripetibile.

Oggi la Sand-Play viene utilizzata in diversi paesi del mondo come metodo psicoterapeutico ma anche come strumento diagnostico e di ricerca. Gli studi italiani evidenziano in particolare le potenzialità legate all’uso del Gioco della Sabbia nei casi di nevrosi e psicosi nell’infanzia e nell’adolescenza, malattie psicosomatiche, malattie oncologiche, disturbi del comportamento alimentare, child abuse. Risultati molto soddisfacenti si ottengono anche al di fuori del campo psicoterapeutico tradizionale in tutte quelle situazioni in cui un individuo decide di intraprendere un percorso che stimoli la fantasia e la creatività liberando nuove energie.